Se c’è un albero che racconta Specchia, è il mandorlo. Campeggia nello stemma comunale, dove cresce su un cumulo di pietre – le antiche “specchie” che danno il nome al paese –, riecheggia nel nome medievale del borgo, Specla de Amygdalis, e rivive perfino nella leggenda della fondatrice, la matrona romana Lucrezia Amendolara, il cui nome sembra custodire quello latino della mandorla, amandula. A questo simbolo identitario è dedicata la Festa del Mandorlo, l’appuntamento che ogni estate celebra il frutto più amato della tradizione specchiese.
La festa
Organizzata dal Circolo Cittadino di Specchia con il patrocinio dell’amministrazione comunale, la festa si svolge nel mese di luglio nel cuore del paese, in Piazza del Popolo. Il momento più suggestivo è la rievocazione storica in costume che fa rivivere la leggenda della fondazione: Lucrezia Amendolara e la storia d’amore che la lega alla figura di Spartaco tornano in scena tra figuranti in abiti romani, letture narrative e coreografie, riportando il pubblico all’anno 54 avanti Cristo, quando – secondo la tradizione – il 12 agosto la matrona avrebbe fondato l’insediamento originario.
I sapori della mandorla
Come ogni festa salentina che si rispetti, anche quella del Mandorlo è soprattutto un trionfo di sapori: gli stand gastronomici propongono paste di mandorla, mousse e dolci a base di mandorle, insieme ai prodotti da forno e alle specialità tipiche del territorio. È l’occasione perfetta per scoprire quanto questo frutto abbia segnato la cucina e la pasticceria locale, dai mustazzoli alla cupeta, e per acquistare le mandorle delle campagne specchiesi direttamente dai produttori.
Tradizione e comunità
Tra musica popolare, pizzica e animazione – con attività pensate anche per i più piccoli, come la messa a dimora simbolica di semi di mandorlo – la Festa del Mandorlo è molto più di una sagra: è il momento in cui Specchia si riconosce nel proprio simbolo più antico e lo tramanda alle nuove generazioni, con la leggerezza di una serata d’estate e la profondità di una storia lunga duemila anni.
