La Chiesa dell’Assunta, posta nei pressi dell’antica Porta del Foggiaro, detta anche Porta Lecce, rappresenta una delle testimonianze più significative della devozione confraternale di Specchia tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento. La costruzione dell’edificio può essere collocata tra il 1670 e il 1707, anno in cui venne completata la facciata, come ricordato dall’epigrafe posta sopra il portale e riferita al maestro Giuseppe Larini di Specchia.
L’edificio, collocato in posizione elevata rispetto al piano stradale, è raggiungibile attraverso un sistema di rampe simmetriche che ne accentuano il carattere scenografico e il rapporto con lo spazio urbano circostante. La facciata, di gusto barocco, è scandita da nicchie, aperture e membrature architettoniche concluse da trabeazione e timpano. Particolarmente rilevante la presenza di statue in pietra leccese che arricchiscono il prospetto: al centro, in alto, l’Assunta; ai lati figure di sante; accanto al portale, gli Arcangeli Michele e Raffaele con Tobiolo.
La chiesa fu legata alla Confraternita dell’Assunta, che nei secoli passati ebbe come punto di riferimento l’antico ospedale dedicato a San Giovanni Battista. Dal 1852 la confraternita risultò legata all’Arciconfraternita della Beata Vergine Maria delle Vittorie di Parigi.
L’interno, semplice e raccolto, presenta uno spazio a navata unica scandito da altari. Di particolare interesse due sculture lignee raffiguranti l’Assunta: una a grandezza naturale, utilizzata per le processioni, e una di dimensioni più contenute, entrambe collocabili tra la fine del XVII secolo e i primi decenni del secolo successivo.
L’altare maggiore, realizzato nel 1895 dal maestro Vito Carlucci di Muro Leccese, costituisce un ulteriore elemento di interesse storico e artistico. Nel suo insieme, la Chiesa dell’Assunta conserva il valore di luogo di culto, memoria confraternale e testimonianza della religiosità popolare di Specchia, inserita nel tessuto urbano del borgo antico e nella sua storia devozionale.
