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Chiesa di Santa Eufemia

La Chiesa di Santa Eufemia è una delle testimonianze più antiche e suggestive del territorio di Specchia. Collocata nelle vicinanze di un insediamento di età romana, fu edificata tra il IX e il X secolo in stile bizantino-preromanico e viene ricordata per la prima volta in un documento del 1219 di Federico II.

L’edificio presenta una pianta longitudinale con abside rivolta a oriente, secondo una scelta simbolica propria della tradizione cristiana antica: l’oriente, luogo del sorgere del sole, richiama la luce della divinità e la rinascita spirituale. L’abside, esternamente poligonale e internamente semicircolare, costituisce uno degli elementi architettonici più significativi della chiesa.

La facciata, a doppio spiovente e orientata a ovest, conserva un portale arcuato sormontato da una bifora. Quest’ultima è caratterizzata da un capitello rettangolare appena accennato e da un pulvino a forma di tronco di piramide rovesciata, sul quale è scolpita una croce bizantina. Tali elementi confermano il legame dell’edificio con la cultura figurativa e costruttiva di area orientale.

La chiesa fu costruita riutilizzando grandi conci e colonne in pietra leccese provenienti dal vicino casale di Grassano, secondo una pratica comune nell’architettura medievale, che univa necessità costruttive e continuità materiale con insediamenti precedenti. L’interno è suddiviso in tre navate e conserva un’atmosfera essenziale, sobria e fortemente evocativa.

Gli scavi effettuati nell’area antistante la facciata hanno restituito un piccolo cimitero con fosse scavate nella terra e delimitate da pietre poste di taglio. Si tratta di sepolture multiple risalenti alla prima metà del XIV secolo, testimonianza della funzione religiosa e comunitaria del sito nel corso del Medioevo.

A seguito degli ultimi restauri, nell’abside è stato collocato un altare in pietra leccese, realizzato con una colonna e una lastra tombale provenienti dallo scavo del cimitero adiacente. La chiesa fu riaperta al culto nel 1981 e, pur essendo tra le chiese minori di Specchia, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e profondi del territorio, capace di raccontare le radici bizantine, medievali e spirituali del borgo.

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