La chiesa della Madonna del Passo ha origini bizantine, essendo una laura basiliana. Scoperta nel XVI secolo, fu trasformata in chiesa alla fine del Cinquecento. Di forma quadrangolare, ospita due altari laterali e un altare centrale sormontato da un baldacchino delimitato da colonne. L’altare centrale, di stile tardo rinascimentale, è impreziosito da un dipinto della Madonna col Bambino. Le pareti dell’ipogeo presentano tracce di antichi affreschi. Esternamente, sulla chiesa-cripta, nel 1851 è stato edificato un Calvario.
Un’antica cripta di origini bizantine trasformata in chiesa alla fine del Cinquecento.

La scoperta della cripta è legata ad una leggenda che si perde nella notte dei tempi e che ha fatto nascere una devozione molto sentita a Specchia. Si narra di una voragine che ospitava un’antica cripta, scoperta da un pastore che pascolando il suo gregge si accorse che aveva smarrito una pecora, la più grossa e la più generosa di latte. L’uomo, allora, cominciò a cercarla, ma per quanto avesse girato per campagne, fossi e cespugli non riuscì a trovarla. Calata la sera, andò a dormire, ma non riuscì a dormire per l’angoscia, sicché con le prime luci dell’alba si rimise alla ricerca. Passò tutto il giorno invano, ma proprio quando l’uomo stava per perdere ogni speranza di ritrovare l’animale sentì un belato che veniva da una grotta. Entratovi, trovò la sua pecora inginocchiata davanti all’immagine di una Madonna affrescata su una parete. Felicissimo tornò a Specchia e raccontò a tutti l’accaduto, subito considerato prodigioso, sicché si decise di erigere in quel posto una chiesa dedicata alla “Madonna del Passo”.
Nel corso della storia tanti sono stati gli episodi nei quali gli specchiesi si sono rivolti alla Madonna del Passo, soprattutto nei momenti di difficoltà: dalla peste alle grandi carestie, l’ultimo é avvenuto l’8 settembre del 1943, giorno proprio dei festeggiamenti della Madonna, quando diffusasi la notizia dell’armistizio, moltissime donne hanno percorso l’ultimo tratto di strada che porta al santuario in ginocchio, affinché la Madonna facesse tornare incolumi i figli o mariti partiti in guerra. In segno di ringraziamento nel 2022 i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e militari con i loro labari, parteciparono allo solenne processione che si svolge da secoli esattamente l’8 settembre di ogni anno.
L’interno della cripta
La cripta nel corso del tempo ha subito diversi rimaneggiamenti. Una di queste fasi si potrebbe riferire al XII-XIV secolo, testimoniato dai semplici archetti pensili di riutilizzo presenti a chiusura della parte in grotta in alto.
La parte della cripta dedicata al culto, di forma quadrangolare, ospita due altari laterali ed un altare centrale delimitato da un baldacchino con colonne e balaustre in pietra su tre lati, e ne occupa il centro dell’invaso. L’altare principale, con il titolo di Madonna del Passo, è in stile tardo rinascimentale, fatto costruire dal Dottore Geronimo Balsamo ed impreziosito da un dipinto su tavola della Vergine col Bambino che sostituiva l’icona originale ad affresco.
Il baldacchino separa il Bema (presbiterio) dal Naos e ricorda le strutture delle basiliche orientali in cui c’era una netta divisione tra la parte riservata al clero e quella occupata dai fedeli. Tra i blocchi della balaustra si notano alcuni pezzi lavorati più antichi. Alcuni si riferiscono alla vecchia struttura in particolare al portale rinascimentale che ne impreziosiva l’ingresso e che testimonia anche la trasformazione, avvenuta nel XVI secolo, con l’aggiunta di un nuovo prospetto esterno e della volta composta a crociera nella prima parte verso l’ingresso.
Il De Rossi nel corso della visita pastorale del 1711 scrisse: “Ho visitato la chiesa della Madonna del Passo, anticamente era una cripta rupestre ed in seguito per la devozione del popolo fù trasformata in chiesa… Anticamente si svolgevano grandi festeggiamenti… con grande concorso di popolo”. R. Marti afferma: “è questa Chiesa della Madonna del Passo, primordiale santuario di perseguitati cristiani”. Sempre il De Rossi aggiunge: “Serve l’oblato Leonardo Negro di Specchia e c’è anche la cella per l’abitazione del suddetto oblato”.
Gli altari laterali erano dedicati al Crocifisso ed alla Natività della Beata Vergine, poi rifatti ad inizio Ottocento e dedicati rispettivamente all’Ecce Homo e a S. Luigi Gonzaga. Le pareti dell’ipogeo presentano tracce di antichi affreschi difficili da collocare cronologicamente ma probabilmente, in origine, doveva essere interamente affrescata. Altre tracce di pitture si trovano nella parte alta dell’altare centrale e sono riferibili al primo Seicento con fasce decorate a grottesche. Sulle balaustre ed i blocchi di pietra, alcuni di riutilizzo, che delimitano l’altare principale sono incisi diversi nomi, date, simboli che stanno ad indicare la frequentazione di questo luogo di culto. Ciò fa pensare che questa cappella è stata visitata nel tempo da forestieri pellegrini, che hanno voluto lasciare testimonianza del loro passaggio ed indirettamente confermano il titolo di Madonna del Passo e della sua importanza.
Sui blocchi oltre ai numerosi nomi dei pellegrini ci sono diversi simboli purtroppo in parte cancellati e difficili da interpretare, ma quello che si intravede con certezza sono i due simboli incisi sui blocchi laterali alla base della balaustra rappresentanti la triplice cinta e la scacchiera di alquerque; questi due simboli, se rappresentati all’interno o all’ingresso di un edificio di culto, assumono una forte valenza simbolica.



