In contrada Magnone, lungo la strada comunale Casina Croci, un’antica masseria ai margini di un’area boscata racconta uno dei capitoli più originali della storia di Specchia: il rapporto strettissimo, e sorprendentemente moderno, tra la comunità, il suo bosco e l’energia. Qui ha trovato sede il museo comunale che dalla civiltà contadina e artigianale conduce al Museo del Bosco e delle Fonti rinnovabili.
La masseria e il bosco
La masseria sorge ai margini del Bosco Magnone, una pineta di circa cinquecento piante dove il pino d’Aleppo e il pino domestico dei rimboschimenti convivono con la vegetazione spontanea di gariga, macchia mediterranea e leccio. Siamo sulla Serra Magnone, una delle alture più elevate del basso Salento, il cui versante è modellato da terrazzamenti a uliveto sostenuti da muretti a secco: un paesaggio agrario di straordinaria bellezza che fa da cornice all’antico complesso rurale.
Il museo
Negli ambienti della masseria è stato allestito un percorso museale articolato su tre temi: la civiltà contadina, il bosco e le fonti rinnovabili. Nella Sala delle Energie rinnovabili, giochi e ricostruzioni tridimensionali accompagnano il visitatore dall’uso del legno a scopo energetico fino alla pala eolica di Cardigliano; una sala dedicata all’Impresa Elettrica di Emilio Valente narra, attraverso un cortometraggio, la nascita e lo sviluppo dell’azienda che portò l’elettricità a Specchia; il “Bosco delle Sensazioni” offre una suggestiva ricostruzione del bosco specchiese alla scoperta dei prodigi del legno; l’ultima sala raccoglie infine le testimonianze della civiltà contadina e artigianale.
Una storia di energia
Il filo conduttore è affascinante: a Specchia la relazione tra uomo, energia e natura è sempre stata strettissima, dal focolare domestico alla produzione di carbone dai boschi, necessario anche ad alimentare la locale centrale a gas povero, attiva fino al 1938. Una tradizione che continua oggi nella vocazione del paese per le energie pulite. Prima di programmare la visita è consigliabile verificare aperture e orari presso il Comune o la Pro Loco, poiché la struttura ha conosciuto periodi di chiusura; ma anche solo la passeggiata fino alla masseria, tra la pineta e i terrazzamenti della serra, ripaga ampiamente il viaggio.
