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Borgo Cardigliano

A pochi chilometri dal centro di Specchia, sulla cresta di una serra a 165 metri di altitudine, sorge Borgo Cardigliano: un luogo unico nel Salento, villaggio agricolo-industriale nato per la lavorazione del tabacco e oggi recuperato come complesso turistico. La sua storia attraversa duemila anni e merita di essere raccontata dall’inizio.

Dalle origini antiche ai baroni Balsamo

La scoperta di una tomba ipogea nei pressi di Cardigliano fa supporre un insediamento umano già nell’età del bronzo, mentre altri reperti attestano una frequentazione messapica tra il 250 e il 90 avanti Cristo. Il nome compare però nei documenti solo nel 1452, quando le carte aragonesi dichiarano Cardigliano possesso dei baroni Balsamo, che lo mantennero fino alla metà del Settecento lasciandolo però a uno stato di agglomerato di pajare usate dai contadini nella stagione estiva. Passò quindi agli Zunica, duchi di Alessano, che ne risultano intestatari ancora nel 1921.

Il villaggio del tabacco

La svolta arriva nel primo dopoguerra, quando il territorio viene acquistato da Giovanni Greco, facoltoso commerciante di Castrignano dei Greci, che ottiene di trasformare Cardigliano in un’azienda agricolo-industriale per la lavorazione dei tabacchi levantini. Tra il 1920 e il 1930 sorge un vero villaggio, impostato su un rigoroso asse di simmetria: un giardino sopraelevato segnato da due grandi fontane, i lunghi corpi edilizi con gli alloggi degli operai da un lato e i magazzini e le stalle dall’altro, due ville padronali e infine la chiesa, terminata nel 1929, la cui facciata richiama per alcuni aspetti la basilica di San Marco a Venezia. Il borgo ebbe scuola elementare, forno, frantoio, spaccio e dopolavoro: un centinaio di residenti stabili e fino a seicento lavoratori nelle ore di attività.

Declino e rinascita

Con la morte di Giovanni Greco nel 1949 e la fine del monopolio dei tabacchi, l’emigrazione degli anni Settanta spopolò definitivamente il villaggio, che conobbe abbandono e vandalismi. Negli anni Ottanta il Comune di Specchia acquistò Cardigliano e i terreni circostanti, ottenendo un finanziamento straordinario per il recupero e la destinazione a centro turistico. Oggi il borgo, restaurato nel suo assetto architettonico e urbano e alimentato anche da fonti di energia rinnovabile, è tornato a vivere come struttura ricettiva e luogo di eventi: una passeggiata tra il giardino, le fontane e la chiesa veneziana d’ispirazione è un viaggio in una delle pagine più singolari del Novecento salentino.

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