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Frantoio Ipogeo “Scupola”

Il Frantoio Ipogeo Scupola costituisce una delle testimonianze più significative della storia produttiva di Specchia e della civiltà dell’olio nel Salento. Collocato nel cuore del centro storico, in Corte Giuseppe Carducci, a poca distanza da Piazza del Popolo, esso appartiene al sistema dei trappeti ipogei che nei secoli passati hanno sostenuto l’economia agricola del borgo e raccontato il legame profondo tra comunità, uliveti e lavoro sotterraneo.

Il frantoio è collocato in un ambiente scavato nel banco calcarenitico, comunemente indicato come tufo o pietra leccese, secondo una tecnica utilizzata già dal XV. La scelta dell’ambiente ipogeo non è casuale, ma legata a ragioni economiche e funzionali: maggiore facilità di scavo rispetto alla costruzione in elevazione, temperatura più costante e condizioni favorevoli alla lavorazione delle olive e alla separazione dell’olio dall’acqua.

Gli spazi sono organizzati secondo le esigenze della produzione olearia tradizionale, con ambienti destinati alla molitura, alla spremitura, alla decantazione e alla raccolta dell’olio. È presente una macina, utilizzata nella vasca di spremitura, torchi “alla genovese” e vasche di decantazione; elementi capaci di restituire al visitatore la complessità del ciclo produttivo e la sapienza tecnica dei trappitari.

Memoria di un lavoro duro e continuo, spesso svolto in condizioni difficili e in ambienti sotterranei poco illuminati, nei quali uomini e animali partecipavano alla trasformazione delle olive in olio, il frantoio, non è stato un semplice luogo di produzione, ma luogo in cui si viveva per buona parte dell’anno.

Valorizzare questo luogo, significa preservare un sito di archeologia industriale in cui rivive il racconto della cultura materiale salentina. È possibile comprendere, attraverso la visita, il ruolo fondamentale dell’olio non solo nell’alimentazione, ma anche nell’illuminazione, nel commercio e nell’economia storica del territorio.

Il frantoio in quanto luogo identitario capace di collegare paesaggio salentino, centro storico, lavoro contadino e memoria collettiva, rientra nella più ampia “via dei frantoi ipogei” di Specchia, un percorso sotterraneo e urbano dedicato alla scoperta di un patrimonio nascosto sotto le strade del borgo.

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