Il Frantoio Ipogeo Coluccia costituisce uno dei luoghi della memoria produttiva di Specchia, legato alla storia dell’olio, del lavoro sotterraneo e dell’organizzazione economica del borgo antico. La denominazione conserva il riferimento famiglia proprietaria del sito, secondo una consuetudine frequente nei frantoi storici salentini, spesso riconosciuti attraverso il nome della famiglia o del proprietario che ne curava la gestione.
Il frantoio è situato in un ambiente ipogeo inserito nel tessuto storico del paese e collegato alla più ampia rete dei frantoi sotterranei di Specchia. Si tratta di spazi ricavati nel banco di tufo o pietra leccese, secondo una tecnica costruttiva capace di sfruttare le caratteristiche geologiche del territorio. Il fatto che il sito sia posto sotto il livello stradale è una soluzione economica e funzionale, utile a mantenere condizioni più stabili per la lavorazione delle olive e per la conservazione dell’olio.
La produzione olearia ha rappresentato per lungo tempo una risorsa fondamentale per la comunità. Il frantoio era inoltre non solo il luogo di trasformazione delle olive ma anche un vero e proprio spazio di vita, fatica e collaborazione abitato durante la stagione della molitura dai trappitari e dagli addetti alle diverse fasi produttive. I diversi ambienti erano destinati alla macinazione, alla spremitura, alla decantazione e alla raccolta del prodotto, secondo un’organizzazione pratica e razionale.
Testimonianza del rapporto tra centro abitato e campagna, tra case e strade, corti e uliveti. Le olive raccolte nel territorio confluivano nei frantoi del borgo, dove il lavoro manuale, la forza animale e gli strumenti tradizionali permettevano la produzione dell’olio. Ogni frantoio diventava così parte di un sistema economico diffuso, radicato nella vita quotidiana e nella cultura materiale della comunità.
Il recupero del Frantoio Coluccia quale luogo di memoria collettiva restituire al visitatore l’immagine di un mondo sotterraneo fatto di competenze, sacrificio, gesti ripetuti e saperi tramandati.
Il sito rientra nel percorso di visita dei frantoi che si snoda nel borgo di Specchia; spazio identitario, capace di mantenere vivo il legame di Specchia con la sua economia agricola.
