La storia della pasticceria specchiese comincia da un albero: il mandorlo. Non è un caso che nel Medioevo il paese fosse chiamato Specla de Amygdalis, la Specchia delle mandorle, e che proprio un mandorlo campeggi nello stemma comunale. Per secoli le mandorle raccolte nelle campagne sono state la principale ricchezza dolciaria delle famiglie del borgo, la materia prima attorno a cui si è costruita un’intera tradizione.
I dolci della tradizione contadina
Nelle case specchiesi i dolci erano legati al calendario delle feste. A Natale si preparavano i purcedduzzi fritti e ricoperti di miele e le carteddhate, insieme alle immancabili pittule; per i giorni dei morti e le fiere d’autunno non mancava la cupeta, il croccante torrone di mandorle e zucchero caramellato venduto un tempo sui banchi delle fiere, come quella della Candelora del 2 febbraio. E poi le paste di mandorla, i biscotti al vino cotto e i taralli dolci con la glassa di zucchero, detti “chiacchiere” del forno di casa.
Il mustazzolo e il pasticciotto
Tra tutti i dolci, due meritano una menzione speciale. Il primo è il mustazzolo, biscotto speziato di antica origine, impastato con mandorle, miele e spezie e ricoperto di glassa al cioccolato: un dolce dalle radici mediterranee e arabe, protagonista di fiere e feste patronali di tutto il Salento. Il secondo è il pasticciotto leccese, scrigno di pasta frolla ripieno di crema pasticcera cotto al forno, nato nel Settecento nel Salento e diventato il simbolo stesso della pasticceria di questa terra: appena sfornato, ancora tiepido, è il re della colazione salentina.
La pasticceria oggi
Oggi la tradizione dolciaria di Specchia vive nei laboratori artigianali e nelle pasticcerie del paese, dove le ricette delle nonne convivono con le tecniche moderne: paste di mandorla, mousse e semifreddi alle mandorle, pasticciotti, gelati artigianali e torte da cerimonia. Le occasioni per assaggiare queste specialità non mancano mai: dalla Festa del Mandorlo, che celebra in estate il frutto simbolo del paese con degustazioni e stand gastronomici, alle festività natalizie e pasquali, quando i banchi dei dolci raccontano meglio di ogni libro la storia golosa di Specchia.
