Palazzo Pisanelli, già legato alla famiglia Orlandi, fu costruito tra la metà del Seicento e i primi decenni del Settecento. L’edificio rappresenta una delle più interessanti testimonianze dell’architettura civile nobiliare di Specchia, inserita nel tessuto urbano del centro storico e collegata alla presenza delle famiglie che hanno contribuito alla definizione dell’immagine del borgo.
La facciata si impone per equilibrio e monumentalità, scandita da otto balconi con logge panciute in ferro battuto. Questi elementi, tipici del gusto barocco e tardo barocco salentino, conferiscono movimento al prospetto e testimoniano la volontà rappresentativa della dimora, concepita non solo come residenza privata, ma anche come segno di prestigio urbano.
Il portale costituisce uno degli elementi più caratteristici del palazzo. Sopra di esso si trova lo stemma gentilizio della famiglia Orlandi, memoria della committenza originaria e del ruolo svolto dalla famiglia nella storia locale. Ai lati dello stemma compaiono due grandi maschere, interpretate dalla critica come figure riconducibili a Pulcinella e Arlecchino, o Brighella. Tali presenze conferiscono al portale un carattere originale e vivace, introducendo nel linguaggio dell’architettura nobiliare un elemento teatrale e simbolico.
L’edificio, passato dall’inizio del Novecento alle famiglie Pisanelli e Colizzi, conserva ancora oggi il nome con cui è comunemente conosciuto. La sua storia testimonia la continuità d’uso delle dimore storiche del borgo e il progressivo passaggio tra diverse famiglie proprietarie, senza perdere il valore architettonico e identitario originario.
Palazzo Pisanelli contribuisce in modo significativo alla qualità scenografica del centro storico. La sua facciata, i balconi, il portale e gli apparati decorativi raccontano una stagione di trasformazione urbana nella quale le famiglie nobiliari e borghesi arricchirono il borgo con edifici rappresentativi e riconoscibili.
Il palazzo costituisce dunque un luogo della memoria civile di Specchia, espressione del gusto architettonico tra Seicento e Settecento e testimonianza della vita sociale delle famiglie che ne hanno abitato gli spazi. La sua presenza nel centro antico rafforza il carattere storico e identitario del borgo, offrendo al visitatore una lettura della città attraverso le sue dimore nobiliari.
