Tra le curiosità più affascinanti di Specchia c’è quella che gli studiosi locali hanno definito una vera e propria scoperta: nel borgo sarebbe stato attivo quello che è forse il più piccolo teatro filodrammatico del mondo, una sala di appena una cinquantina di metri quadrati in cui, tra Ottocento e Novecento, si faceva teatro con una serietà e una continuità documentate dagli archivi.
La scoperta
A ricostruire questa pagina dimenticata di storia locale sono state le ricerche del professor Giovanni Perdicchia, che ha rintracciato negli archivi una serie di documenti eccezionali. Il primo è una deliberazione del consiglio comunale del 1893 che approva la richiesta di Francesco Teotini e Antonio Ripa, rappresentanti di antiche famiglie notabili del paese e promotori dell’iniziativa: il primo era segretario comunale, il secondo ingegnere. Insieme fondarono e finanziarono una compagnia filodrammatica, formata cioè da attori dilettanti appassionati d’arte drammatica.
Un secolo di attività documentata
Le tracce del piccolo teatro non si fermano all’Ottocento: citazioni del 1911 e soprattutto la registrazione nell’Annuario Musicale Italiano del 1932, dove la sala di Specchia compare con il titolo di “Teatro filodrammatico”, testimoniano che l’esperienza nata dalla passione di Teotini e Ripa seppe attraversare i decenni. In una sala di dimensioni minuscole andavano in scena commedie, drammi e serate musicali che coinvolgevano le famiglie del paese, in anni in cui il teatro rappresentava l’unico grande intrattenimento collettivo.
Un patrimonio da valorizzare
La vicenda del Piccolo Teatro Filodrammatico racconta molto dell’identità di Specchia: un borgo contadino capace di esprimere una vita culturale da piccola città, grazie all’intraprendenza delle sue famiglie storiche – le stesse che hanno lasciato al paese i palazzi Teotini e Ripa – e alla partecipazione popolare. Oggi questa memoria, riportata alla luce dagli studi storici, è parte del patrimonio culturale del borgo e ne arricchisce il racconto: accanto alle chiese, ai frantoi ipogei e ai palazzi, anche un teatro in miniatura che non ha mai smesso di far parlare di sé.
